Con rispetto
Le montagne intorno alla Val di Zoldo fanno parte delle Dolomiti Patrimonio UNESCO, e la parte sud del percorso è nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. Restate sui sentieri segnati, non lasciate rifiuti (nemmeno fazzoletti o bucce), non raccogliete fiori, lasciate in pace animali al pascolo e selvatici e tenete il cane al guinzaglio. Così aiutiamo questo paesaggio a restare com’è.
L’Alta Via 1 attraversa le Dolomiti di rifugio in rifugio in una decina di giorni, dal Lago di Braies in Alto Adige fino a Belluno. È la più conosciuta e insieme la più “facile” delle alte vie dolomitiche. Per la Val di Zoldo è speciale, perché nella seconda metà gira tutto intorno alla nostra valle: sotto il Pelmo, lungo la parete della Civetta, sopra il Passo Duran e tra i monti solitari del Pramper.
In breve
- Partenza e arrivo: Lago di Braies, vicino a Dobbiaco, fino a Belluno.
- Lunghezza: circa 120 chilometri, un po’ di più o di meno secondo la variante.
- Dislivello: in salita circa 6.500–7.500 metri, a seconda della fonte.
- Durata: di solito da otto a dodici giorni, a seconda di come si dividono le tappe.
- Pernottamento: nei rifugi, quasi ogni sera in uno diverso.
- Stagione: più o meno da metà giugno a metà/fine settembre, finché i rifugi sono aperti.
Come è nata l’Alta Via 1
L’idea di attraversare le Dolomiti su un unico percorso in quota risale agli anni Sessanta. Nel 1966 Mario Brovelli presentò sulla rivista Lo Scarpone alcuni itinerari attraverso le Dolomiti. Il bellunese Piero Rossi riprese l’idea e rese famoso il percorso con la sua guida “Alta Via delle Dolomiti”, che portava il numero 1. Da allora il sentiero è segnato con un triangolo e il numero 1, e ogni estate lo percorrono escursionisti da tutto il mondo.
Il percorso in breve
La prima metà passa per l’altopiano di Fanes, il Lagazuoi con le postazioni della Prima guerra mondiale e le Cinque Torri vicino a Cortina. Attraverso la Croda da Lago e il Rifugio Città di Fiume si arriva ai piedi del Pelmo. Da qui inizia la parte che noi zoldani conosciamo bene.
Il tratto zoldano tappa per tappa
Sotto il Pelmo fino al Passo Staulanza
Dal Rifugio Città di Fiume si passa sotto la parete nord del Pelmo fino al Passo Staulanza (circa 1.770 m) e si scende a Palafavera. Qui si è nel cuore dell’alta Val di Zoldo, a pochi chilometri da Pecol. Chi vuole fare solo una parte dell’Alta Via 1 può entrare o uscire comodamente da qui.

Coldai, Tissi e Vazzoler: la tappa della Civetta
Da Palafavera si sale al Rifugio Sonino al Coldai (2.132 m). Subito dopo c’è il piccolo Lago Coldai, meta amata nelle giornate calde. Poi arriva forse il tratto più famoso di tutta l’Alta Via 1: il sentiero sotto la parete nord-ovest della Civetta, la “parete delle pareti”. Il Rifugio Tissi (circa 2.260 m) sta proprio di fronte, su un cocuzzolo roccioso, e il tramonto sulla parete da qui è uno spettacolo. Si scende poi al Rifugio Vazzoler (1.714 m), sotto le torri Venezia e Trieste, regno degli arrampicatori.

Carestiato e Passo Duran
Dal Vazzoler il sentiero gira intorno alla Moiazza tra boschi e mughi fino al Rifugio Carestiato e scende al Passo Duran (circa 1.600 m), che collega la Val di Zoldo da Dont con l’Agordino. Sul passo ci sono due rifugi: il Rifugio Passo Duran “Cesare Tomè” e il Rifugio San Sebastiano, privato.
Tra i monti del Pramper fino al Pramperet
Ora tutto si fa più tranquillo. La tappa dal Carestiato al Rifugio Sommariva al Pramperet (circa 1.850 m) è lunga circa 13 chilometri, per circa cinque ore di cammino. Il rifugio si trova sui pascoli di Prà de la Vedova sotto il Monte Pramper, nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi e nel territorio del Comune di Val di Zoldo. Dalla valle si raggiunge anche da Forno di Zoldo attraverso la Val Pramper.

Pian de Fontana e il gran finale sulla Schiara
Superata una forcella si arriva al piccolo Rifugio Pian de Fontana (1.632 m). L’ultima tappa attraversa il gruppo della Schiara e scende verso Belluno; di solito l’arrivo è alla fermata dell’autobus de La Pissa, sulla strada per Belluno. Sul percorso classico della Schiara ci sono tratti attrezzati con cavi. Chi preferisce evitarli sceglie una delle varianti di discesa più facili.
Consigli dalla valle
- Prenotare presto: a luglio e agosto soprattutto Coldai, Tissi e Vazzoler si riempiono in fretta.
- Solo il tratto zoldano: da Palafavera per Coldai, Tissi e Vazzoler fino al Passo Duran sono tre bellissimi giorni. Chi ha più tempo prosegue fino al Pramperet e scende a Forno di Zoldo.
- In giornata: dal Passo Staulanza o da Palafavera al Rifugio Coldai e al Lago Coldai. Chi ha passo sicuro prosegue fino al Rifugio Tissi, con vista sulla parete della Civetta.
- Attrezzatura: scarponi, protezione da pioggia e freddo, sacco lenzuolo e contanti. Non tutti i rifugi accettano le carte, e d’estate i temporali arrivano spesso il pomeriggio.
Dati GPS da scaricare
Il tracciato dell’Alta Via 1 è disponibile come file GPX per smartphone o GPS, per esempio su Traileasy con mappa e tappe.
Prima di partire verificate gli orari dei rifugi e lo stato dei sentieri direttamente con i rifugi o con il CAI. Lunghezze e quote variano leggermente da fonte a fonte.
