Come è cominciato tutto
Quando, salendo verso la valle, compare per la prima volta il Pelmo, so di essere a casa. E quando torno a Treviri mi succede lo stesso.
Sono nato a Treviri, in Germania. Quando avevo sei anni mia madre volle tornare nella valle da cui venivano i suoi genitori. Abitavamo a Dozza, ho fatto cinque anni di elementari a Pieve e un anno di scuola media a Forno. Poi di nuovo a Treviri, dove vivo ancora oggi. Per questo ho due lingue madri e due case, e non rinuncerei a nessuna delle due.

Se penso alla mia infanzia in valle, penso prima di tutto allo stadio del ghiaccio di Soccampo. Gli allenamenti di hockey erano duri, a volte davvero duri, ma tornavo sempre a casa contento. Anche nel tempo libero ero lì a pattinare. Che lo stadio abbia finalmente di nuovo un tetto mi fa più piacere di quanto riesca a dire.

Il ghiaccio, anche se di un altro tipo, è di famiglia. Nel 1937 i miei nonni Giuseppe e Maddalena Calchera aprirono a Treviri l'Eiscafé Calchera, come tante famiglie zoldane partite verso nord come gelatieri. Ci ho lavorato per molti anni. Così, in mezzo a Treviri, c'è sempre stato un pezzo di Zoldo.
In valle sono tornato tante volte, e ogni volta provo la stessa sensazione. Amo la natura, la gente e una cultura che qui è ancora viva. Di mestiere faccio l'informatico, e un giorno mi è venuta l'idea di unire le due passioni. Così è nato zoldo.de.

Qui scrivo della valle come la conosco io: non come un depliant, ma come uno che qui ha vissuto e continua a tornare.
Avete una domanda, un consiglio per me o volete solo raccontarmi com'è andata in Val di Zoldo? Scrivetemi a kontakt (at) zoldo (punkt) de. Mi fa piacere. Ci vediamo in valle!
